
La frase para-scespiriana non è mia (tocco legno), ma è pronunciata da un teatralissimo Lelouch Lamperouge, il colossale protagonista di Code Geass: Lelouch of the Rebellion, 50 episodi di dramma, politica, tragedia, con abiti eleganti, belle pischelle e bei pischelli, una spruzzata di metafisica, e robottoni pilotati da gente il cui destino potrebbe non farvi dormire la notte.
Ho definito il protagonista “colossale”. Nell’Alexander di Oliver Stone, Anthony Hopkins dice: “Ho conosciuto molti grandi uomini, ma un solo colosso“. Ecco, dopo aver visto questa serie per la seconda volta mi sono convinto che per le sue azioni, per le sue scelte, per i carichi che si addossa, per i risultati che ottiene, Lelouch è un colosso.
Code Geass è la storia di un principe rinnegato che combatte in incognito l’imperatore suo padre, aiutato da ribelli che ignorano la sua identità e da un potere terrificante le cui conseguenze non può prevedere né controllare. È una storia corale, visto lo sconfinato cast di personaggi, ma è senz’altro dominata da Lelouch. Che trascinatore! Che uomo di teatro! Che grande sbagliatore, che fesso certe volte, che pazzo da ricovero certe altre! Che piccolo ragazzetto bisognoso del conforto della sua strega!
E che protagonista fuori dagli schemi, visto che è un terrorista, un “dio malvagio” che manipola amici e nemici, e che del cattivo classico assume spesso le pose più stereotipate - dalla risata alla seduta noncurante che fu già del Sauzer di Kenshiro o del Dario il Grande di Alexander Senki.
E nonostante tutto questo, lo spettatore tifa e pena per lui. La potenza del dramma, fratelli.

Come se non bastasse, essendo stato progettato intenzionalmente per un target trasversale, Code Geass è anche un efficace riassunto estetico/registico/narrativo dell’animazione seriale giapponese (degli ultimi 10/20 anni e non solo): questo può essere un pregio quanto un ostacolo, soprattutto per chi non è avvezzo agli anime. L’utilizzo dei cliché stilistici è tale che introdurre uno scettico all’animazione giapponese cominciando proprio con Code Geass potrebbe condurre sia all’innamoramento che al rifiuto.
Va anche detto che Code Geass non è esente da difetti. Prima fra tutti l’eccessiva quantità di avvenimenti e stravolgimenti nella seconda metà della serie, laddove i primi 25 episodi, pur concitati e talvolta scioccanti, presentavano una progressione più equilibrata. E poi la riscrittura in corso d’opera di alcuni personaggi, che porta a strani salti o a cambi di schieramento non tutti ottimamente preparati.
Ma il disegno globale è coerente fino in fondo, e il finale è col botto.
Note sulla reperibilità:
I diritti italiani per Code Geass sono stati appena acquistati dalla Dynit, di solito una garanzia di qualità. Quando usciranno i DVD li comprerò di sicuro. Magari passeranno pure Code Geass su MTV. UPDATE: Code Geass sarà trasmesso su RAI4 a partire da settembre 2009, in seconda serata e senza censure. Pare che la serie sia stata fortemente voluta dal direttore Carlo Freccero in persona.
Chi non ce la facesse ad aspettare la pubblicazione/trasmissione può, per il momento, recuperare la serie coi sottotitoli in italiano realizzati da SubZero e godersi così il notevole doppiaggio originale. Tuttavia SubZero ha cessato la distribuzione diretta appena giunta la notizia dell’acquisizione dei diritti in Italia, com’è prassi per il fansub.