Jul 6, 2009

Le Gambe delle Donne, signori!
Mi riallaccio al post relativo del garozzoso dottor Eazye, a confermare l’ammirazione per queste amate gemelline che, in tutta onestà, ben più fibrillo mi procurano che non le strabusate, dozzinali, mainstream (mica tanto poi, a dire il vero), oneste senza dubbio e apprezzabili quando di persona amata, però cheppalle, insomma, le tette.
Non ho la più pallida idea di quali teorie vadano per la maggiore al momento, sul perché un carattere che non è sessuale né primario né secondario eserciti un tal fascino su… eserciti di rei più o meno confessi. Vi ricordo che per i piedi c’era la teoria del “pisello-della-donna” e per le tette quella del “culo anteriore”, ma dopo Freud è venuto perlomeno Sachs, e la psicologia evoluzionistica oggidì pare stia decadendo tanto che si fa a gara a chi più clamorosamente la sputtana (argomento classico: “ma tu in sostanza che cacchio ne sai di come viveva il Cacciatore-Raccoglitore di Voghera?”); quindi chissà se davvero qualcuno là fuori sa spiegarmi perché una scollatura mi attira l’occhio per istinto ma in fondo non mi dice niente, quando invece una minigonna mi manda letteralmente a male?
Sarà che ho paura del femminino sacro e le tette fanno un po’ troppo Grande Madre.
Oct 15, 2008
Oggi avevo male dappertutto. Ieri notte ho dormito quattro ore e, anche se il mio cervello ha funzionato tutto il dì meglio del solito, il mio corpicino da settantenne dentro non si era riposato a sufficienza. Ho dormito quattro ore perché dovevo terminare un testo teatrale la cui stesura si stava trascinando dal gennaio del 2007.
Non sono nuovo a trascinare le cose ma Pendragon (questo il nome del parto letterario) si trascinava per motivi diversi dai soliti.
Innanzitutto Pendragon non era un mio progetto bensì, più o meno, un testo su commissione. Dovevo dare forma alle idee di un’altra persona, una cosa che tra l’altro faccio spesso sul lavoro e dovrei saper gestire. Eppure in questo caso non sono stato al mio posto: incoraggiato dal rapporto di sostanziale amicizia ho voluto subito aggiungere idee portanti che in pratica “rubavano la scena” alle idee del committente. Erano idee invadenti e lì non dovevano stare, perché quella non era la loro storia.
Stava nascendo un mostro con due teste e io non volevo prenderne atto. Poi il committente ha deciso che non poteva più seguire il progetto e l’ha lasciato nelle mani della compagnia. La compagnia ha provato a gestire il mostro, ma alla fine è stato necessario addormentarlo (fare una pausa nelle prove) e ridimensionare una delle due teste (progettare una riscrittura). La testa di troppo non è stata segata del tutto: un po’ per pigrizia, un po’ perché sembrava che da lei dipendessero davvero alcuni organi vitali del mostro, nonché parte dello scheletro.
Permettere che un copione drammatico abbia “una testa e mezza” dà un sacco di problemi e i sacri testi (nonché gli amici razionali) lo sconsigliano caldamente. Alla fine sono riuscito a terminare la stesura: la storia regge e va dove deve andare senza perdersi, i personaggi hanno un percorso, agli attori piace. Si può partire con l’allestimento!
Purtroppo il mostro semi-bi-cefalo è lungo 124 pagine e a recitarlo così durerebbe due ore più gli intervalli. Va palesemente potato, segato, rapato a zero. Deve durare un’ora e venti o il pubblico ci manda a fa”n gùl.
I rami morti ci sono e mi è stato fatto notare che se fossi stato meno pigro in fase di pianificazione questi rami morti avrebbero potuto essere evitati.
È vero, sono stato pigro. Mi consolo pensando che ho raggiunto comunque alcuni traguardi personali:
1) Non scrivevo un testo così lungo dal 2002 e non finivo una storia (in prima stesura) dal 2004.
2) È la prima volta che scrivo un testo dopo aver studiato un po’ di drammaturgia: ho messo in pratica molte cose e ho mosso i primi passi nel fantastico mondo delle storie progettate con metodo. La creatività non ne risente minimamente. La potenza è nulla senza controllo, mica balle.
3) Costretto a scrivere dalle pur labili scadenze imposte prima dalla commissione e poi dalla compagnia, ho accumulato esperienza e ho riavviato la “dinamo della scrittura”, tanto che adesso smanio dalla voglia di rimettere mano ai miei progetti dando loro assoluta priorità.
E mo’ mi butto a letto, altrimenti domani vado al lavoro con le stampelle. Groan.
Mar 17, 2008
Tipo questo gustosa pochade visiva messa in piedi in quattro e quattr’otto a seguire di una simpatica battutona del qui presente.
Chi la capisce vince un viaggio a sue spese dove gli pare (questa l’ho copiata da Nino Frassica).